Nn so per quale motivo ma ieri mi è tornato in mente un episodio vissuto alle scuole elementari.
Eravamo in classe, tutti rigorosamente col grembiule, seduti e la nostra maestra, si…sono del vecchio stampo…avevo una sola maestra che ci insegnava italiano, storia, geografia, matematica, politica, scienze, attività finanziarie, fisica, frode, chimica, educazione fisica e altre che nn sto qua ad elencare…era seduta in cattedra.
Era il giorno delle interrogazioni sui verbi.
La nebbia scendeva fitta sulla nostra piccola aula, si distingueva solo il luccichio degli occhi della maestra che giravano per l’aula in cerca di una preda succulenta da poter assaporare. Noi piccole creaturine indifese, con gli occhi bassi e intenti in un fantomatico studio, cercavamo di nn farci notare ma sapevamo di nn poterla ingannare….lei…la maestra che per anni ha fatto da sosia per la strega cattiva di Hansel e Gretel…colpì.
Il nome della vittima risuonò nelle nostre menti che si rilassarono e iniziarono a pensare che il peggio era passato.
Nn ricordo bene che verbi chiese di coniugare alla povera vittima fino al momento di:
- Maestra: allora…vediamo…coniugami il congiuntivo del verbo piacere
- Vittima: ehm…allora…che io piacqui…che tu piacquesti…
- Maestra: sii…e tu pia quell’altri…
La classe iniziò una impercettibile risata che la maestra fermò all’istante.
La povera vittima fu pietrificata dallo sguardo della maestra che la rimproverò più e più volte.
Naturalmente quando tornai a casa e lo raccontai risi per nn so quanto insieme ai miei genitori.
I miei ricordi di questo episodio finiscono qua.
Ah…dimenticavo, io ancora sto ridendo.