Occasione…persa

Rieccoci di nuovo a casa dopo i due giorni passati tra Genova e Loano.
Devo dire che sono stati giorni molto movimentati…corri di qua, corri di la, mangia questo, mangia quello e i piani che mi ero prefissato qua sono andati a farsi friggere.
Purtroppo nn ho avuto la possibilità di andare a visitare l’acquario di Genova e nemmeno la città.
Mi dispiace, ci avevo fatto la bocca, mi ero organizzato con tutto il materiale e invece…niente.

Chiedo scusa con tutti coloro che aspettava delle foto.
Ne ho fatte solo un paio al mare e un paio dalla stanza d’albergo. Le altre le trovate sul mio acount di flickr.


Mare genovese Genova

Ci tornerò col treno o magari in macchina, l’acquario nn mi sfuggirà.

Occasione

Con la scusa della laurea di mio cugino passerò un paio di giorni a Genova.
Porterò con me la mia digitale che, anche se scrausa, il suo lavoro lo svolge abbastanza bene.
Visiterò sicuramente l’acquario e spero, nei ritagli di tempo, anche un po la città.
Speriamo che il tempo sia bello altrimenti le foto che porterò a casa saranno poche!!

Parto giovedi, ovvero domani, per tornare sabato nel pomeriggio e credo che ci risentiremo, qualora lo vogliate, direttamente lunedi.

Buon week-end a tutti.

Momento culturale……Medicago sativa

L’erba medica è una pianta perenne, ha radici profondissime (dai 3 ai 6 metri, si ha notizia di radici eccezionalmente lunghe fino a 39 metri), a fittone, ed è quindi utile al trattenimento del terreno; sotto il colletto la radice ha un diametro di 2-3 cm.
Il fusto è eretto o suberetto e raggiunge un’altezza di 50-80 cm, ramificato e ricco, a livello del colletto, di numerosi germogli laterali dai quali, dopo il taglio, si originano nuovi fusti.
Le foglie sono oblunghe, alterne, trifogliate e picciolate; la fogliolina centrale presenta un picciolo più lungo rispetto a quelle laterali. All’ascella delle foglie, soprattutto delle inferiori, si originano nuove foglie trifogliate, mentre all’ascella delle foglie inferiori lunghi peduncoli portano le inflorescenze.
Il fiore è di colore violetto, in racemi con una media di 10, con brevi peduncoli. La forma del fiore è quella tipica delle leguminose, con 5 petali: i due inferiori, più o meno saldati fra loro, formano la carena, ai lati altri due petali od ali e superiormente il quinto petalo (lo stendardo).
Gli stami sono dieci; il pistillo è costituito da un ovario di 2-7 ovuli, da uno stilo corto e da uno stigma bilobato.
Il frutto è un legume spiralato (in media tre volte) con superficie reticolata e pubescente. La sutura dorsale del legume presenta una costolonatura che al momento della deiscenza dei semi origina un filamento ritorto su sé stesso.
I semi sono piccoli (2 mm di lunghezza e 1 mm di larghezza).
Può essere coltivata fino ad un’altitudine di 1.500 m.
Nell’alimentazione umana può essere utilizzata per ricavarne pane, frittelle e tè.
Ricca di minerali, alto contenuto in vitamina A che resta sostanzialmente intatta anche quando viene essiccata.
È una buona fonte di piridossina, una delle vitamine del complesso B, e di vitamina E, è inoltre ricca di vitamina K.
Contiene anche: fibre solubili e insolubili, acido medicagenico, saponine, fitoestrogeni, cucumestrolo, pigmenti, b-carotene, clorofilla.
L’erba medica contiene anche altre vitamine (C, D, B1, B2) e minerali (fosforo, zolfo, calcio, magnesio, ferro, potassio, silicio, sodio, boro, manganese, rame).
L’erba medica riduce la sintomatologia dolorosa nelle affezioni reumatiche e nella artrosi.
In quanto ricca di vitamine e minerali è un rimedio ricostituente e preventivo.
Stimola l’appetito, utile nelle convalescenze, nell’anemia, nelle emorragie e nell’osteoporosi
Previene il colesterolo alto, sembra abbia effetti protettivi verso le malattie degenerative, rinforza unghie e capelli.
La pianta è ricca di clorofilla, aiuta quindi nell’anemia, nelle emorragie, nella gastrite, nell’ulcera, nei problemi di colon e nell’alitosi.
È eupeptica ovvero favorisce la digestione, disintossicante e depurativa.
Controindicazioni: non è da assumere in concomitanza con una terapia ormonale, far attenzione per la presenza di cumarine e vitamina K, se si assumono farmaci anticoagulanti, sconsigliata in gravidanza e allattamento, sconsigliata a chi è affetto da lupus eritematoso sistemico. Somministrare con cautela ai diabetici.

Momento culturale….il Black Mamba

Il Black Mamba (Dendroaspis polylepis) è il più grande serpente velenoso africano con una lunghezza di circa 2.5 metri, ma può arrivare fino a 4.5 metri. Il suo nome deriva dal colore nero presente all’interno della bocca del serpente, mentre il colore della pelle varia da un giallo-verde a un grigio metallico. È uno dei serpenti più veloci al mondo, capace di muoversi fino ad una velocità di 16-20 km/h. Vive in Africa.
Il black mamba è un serpente territoriale; di norma, in presenza di pericoli preferisce fuggire, tuttavia se messo alle strette può cambiare radicalmente il suo atteggiamento, mostrandosi molto aggressivo. Quando assume questo comportamento il mamba tenta di alzare la testa quanto più è possibile, si inarca all’indietro e avanza rapidamente, apre la bocca, facendo vedere il nero al suo interno, e inizia a sibilare aggressivamente. Quando le vittime sono piccole prede il black mamba le morde una sola volta aspettando che le neurotossine presenti nel suo veleno le paralizzino.Il black mamba ha un veleno estremamente potente. Le ghiandole ne contengono una quantità che va dai 50 ai 120 mg, per un uomo adulto sono fatali 15-20 mg con una mortalità pari al 100% se non si interviene subito con un antidoto. La morte arriva per paralisi cardiocircolatoria o asfissia. Nonostante esistano veleni di serpenti molto più tossici per grammo, per la quantità iniettata, la velocità e l’aggressività, il black mamba è considerato il serpente più pericoloso al mondo. Il morso del black mamba può uccidere una persona in poche ore; fattori come l’età, la costituzione fisica e lo stato di salute della vittima potrebbero compromettere ulteriormente la riabilitazione. Altri fattori sono la penetrazione di una o di entrambe le zanne, la quantità di veleno iniettato, l’ubicazione del morso.La ghiandola velenifera contenente la riserva di veleno giace ai lati del capo e si estende dai fasci nervosi della bocca sino ai denti veleniferi.

Momento culturale….il Biacco

Il biacco presenta un corpo piuttosto slanciato con il capo ovoidale. Le squame presenti sul dorso sono lisce.
I colori di questo ofide (o serpente) sono piuttosto variabili: il giallo è interrotto da macchie nere più o meno estese disposte a scacchiera. Verso l’estremità della coda queste macchie si fondono formando delle strisce longitudinali.
I giovani e si subadulti (fino al terzo anno di età) sono distinguibili, dagli individui adulti, per il dorso grigio-bruno chiaro macchiettato qua e là di scuro, e dal capo nerastro con delle strisce debolmente macchiettate di giallo.
Il colore varia molto con l’ambiente colonizzato: ad esempio in Sicilia e in altre isole mediterranee, il biacco è completamente nero.
Il biacco può essere lungo 200 cm, anche se la maggior parte delle volte raggiunge i 150 cm.
Il biacco è una specie diurna e prevalentemente terricolo. Occupa rocce, cespugli, pietraie, coltivi, radure e margini dei boschi. Predilige gli ambienti secchi, soleggiati e con una buona vegetazione.
Tra aprile e giugno avviene l’accoppiamento e a luglio sono deposte 5-15 uova. Tra fine agosto e settembre le uova schiudono e nascono dei piccoli biacchi lunghi 20-25 cm.
Esso si sposta velocemente ed agilmente, cacciando a vista ed inseguendo la preda. Questa, una volta cattura, viene ingollata (ossia ingoiata) ancora viva.
Gli adulti di biacco si nutrono di lucertole, di piccoli Mammiferi, di alcuni nidiacei, di rane o di altri serpenti. I giovani, invece, limitano la caccia alle lucertole e alle cavallette.
Questo Rettile è diffuso dalla Grecia alla Bulgaria; nel Caucaso; nel nord-est della Spagna; nell’ex-Yugoslavia; in Italia; in alcune isole del Mediterraneo; nelle regioni sud occidentali dell’Asia.