Amano

Amano Takashi nacque il 18 luglio 1954 a Niigata.
Cominciò ad interessarsi di piante e animali acquatici fin da piccolo.
Iniziò a costruire e fotografare acquari nel 1972. Nel 1976 cominciò a pubblicare foto naturalistiche e articoli su pesci e piante tropicali, frutto dei suoi viaggi in Egitto, Etiopia, India, Kenya, Tanzania, Uganda, Yemen del Sud, nonché in molte sperdute isole tropicali, dove approfondì lo studio dell’ecologia dei corsi d’acqua.
Amano fu anche un ciclista professionista dal 1974 al 1990 nonché un buon pittore ad acquarello. Ora si limita a gestire la sua azienda di Urushiyama, nella prefettura di Niigata.
E’ stato più volte affermato che Amano ha iniziato una rivoluzione contro i rigidi concetti dell’acquariofilia, rendendo le piante protagoniste incontrastate e trasformando il lavoro degli appassionati in un’arte: gli acquari diventano maestri di vita, insegnando alla gente l’intreccio che esiste tra la varie forme di vita.

Amano

Inutile aggiungere parole. La vasca parla da sola.

 

Pianta carnivora

Vi presento la mia Neppa.

Nepenthes


Questo genere di piante carnivore raggruppa poco meno di un centinaio di specie di piante di ambiente equatoriale e tropicale, nell’area asiatica (Nord Australia, Madagascar e lontano Oriente).Le Nepenthes sono piante molto vistose, belle e affascinanti, epifite o (piu’ raramente) erbacee. Presentano un fusto semi rampicante, con foglie alla cui estremita’ e’ situata una trappola ad ascidio, somigliante ad una piccola “caraffa”. La dimensione dell’ascidio, a seconda della specie, puo’ variare dai pochi centimetri al mezzo metro. Gli ascidi sono ripieni di liquido che stordisce le prede, solitamente insetti e piccoli invertebrati. Gli animali che muoiono nell’ascidio sono poi lentamente assimilati dalla pianta.L’aspetto agli occhi di un profano e’ quello di una pianta con foglie “normali” con delle specie di “bicchieri” pendenti attaccati alla punta delle foglie. Proprio le caratteristiche di questi ascidi pendenti rappresentano la bellezza di queste piante. Gli ascidi hanno spesso colori dal rosso al viola, con screziature nere o verdi, gialle o arancio. I margini dell’apertura dell’ascidio sono spesso barbati o pelosi, setosi o addirittura uncinati. Le combinazioni di forme e colori di queste piante hanno spesso dell’incredibile.Si dividono principalmente di due grandi gruppi: le lowland (o di pianura) e le highland (o di alta quota). Sebbene tutte le Nepenthes abbiano bisogno di condizioni di coltivazione molto particolari, con alto tasso di umidita’, buona illuminazione e temperatura sempre compresa approssimativamente tra i 10-15 e i 25-30′C, le lowland sono generalmente piante piu’ robuste, piu’ semplici da coltivare, e tollerano temperature piu’ alte in estate. Al contrario, le highland sono vere e proprie sfide vegetali, richiedono una rara combinazione di fattori tipiche di montagne in ambiente tropicale. Alta umidita’, temperature mai troppo fredde, mai calde. Un continuo “fresco” ventilato che specialmente alle nostre latitudini e’ ben difficile da riprodurre se non con notevole spesa per apparecchiature come umidificatori, condizionatori e simili.

Data la loro natura spesso epifita, prediligono terreni ben drenati, con terricci di natura vegetale e di grossa pezzatura, come il classico bark usato per le orchidee (con cui dividono molte somiglianze, vista la comune zona di provenienza).

Alcune specie di Nepenthes sono quasi estinte o esistono solo in coltivazione. Purtroppo l’alto costo di queste piante (anche un centinaio di euro per un esemplare di piccole dimensioni di alcune specie rarissime) unito alla loro introvabilita’ e all’atteggiamento ossessivo e maniacale di alcuni coltivatori ha dato il via ad un vasto commercio illegale piuttosto deprecabile, simile a quello che sta letteralmente distruggendo il mondo delle orchidee in natura. La raccolta illegale di alcune specie, unita alla deforestazione in atto nei loro areali di distribuzione sta accelerando l’estizione di molte specie che saranno, tra pochi decenni, irrimediabilmente perdute.

Sebbene siano quasi tutte piante impegnative o difficili, esiste in commercio un particolare ibrido di facile coltivazione. E’ la famigerata Nepenthes ventrata, che e’ un incrocio di Nepenthes ventricosa X Nepenthes alata, e che si puo’ trovare in vendita per una decina di euro in molti vivai e serre specializzati in piante strane e tropicali o addirittura ai mercatini rionali. Per quest’ibrido di Nepenthes la coltivazione e’ abbastanza semplice. Per tutte le altre Nepenthes invece, e’ richiesta senz’altro una ottima cultura di base e una sistemazione ben precisa che soddisfi le particolari necessita’ colturali di questo genere.

www.aipcnet.it/Pagine/specie_nepenthes.html

Momento culturale……Medicago sativa

L’erba medica è una pianta perenne, ha radici profondissime (dai 3 ai 6 metri, si ha notizia di radici eccezionalmente lunghe fino a 39 metri), a fittone, ed è quindi utile al trattenimento del terreno; sotto il colletto la radice ha un diametro di 2-3 cm.
Il fusto è eretto o suberetto e raggiunge un’altezza di 50-80 cm, ramificato e ricco, a livello del colletto, di numerosi germogli laterali dai quali, dopo il taglio, si originano nuovi fusti.
Le foglie sono oblunghe, alterne, trifogliate e picciolate; la fogliolina centrale presenta un picciolo più lungo rispetto a quelle laterali. All’ascella delle foglie, soprattutto delle inferiori, si originano nuove foglie trifogliate, mentre all’ascella delle foglie inferiori lunghi peduncoli portano le inflorescenze.
Il fiore è di colore violetto, in racemi con una media di 10, con brevi peduncoli. La forma del fiore è quella tipica delle leguminose, con 5 petali: i due inferiori, più o meno saldati fra loro, formano la carena, ai lati altri due petali od ali e superiormente il quinto petalo (lo stendardo).
Gli stami sono dieci; il pistillo è costituito da un ovario di 2-7 ovuli, da uno stilo corto e da uno stigma bilobato.
Il frutto è un legume spiralato (in media tre volte) con superficie reticolata e pubescente. La sutura dorsale del legume presenta una costolonatura che al momento della deiscenza dei semi origina un filamento ritorto su sé stesso.
I semi sono piccoli (2 mm di lunghezza e 1 mm di larghezza).
Può essere coltivata fino ad un’altitudine di 1.500 m.
Nell’alimentazione umana può essere utilizzata per ricavarne pane, frittelle e tè.
Ricca di minerali, alto contenuto in vitamina A che resta sostanzialmente intatta anche quando viene essiccata.
È una buona fonte di piridossina, una delle vitamine del complesso B, e di vitamina E, è inoltre ricca di vitamina K.
Contiene anche: fibre solubili e insolubili, acido medicagenico, saponine, fitoestrogeni, cucumestrolo, pigmenti, b-carotene, clorofilla.
L’erba medica contiene anche altre vitamine (C, D, B1, B2) e minerali (fosforo, zolfo, calcio, magnesio, ferro, potassio, silicio, sodio, boro, manganese, rame).
L’erba medica riduce la sintomatologia dolorosa nelle affezioni reumatiche e nella artrosi.
In quanto ricca di vitamine e minerali è un rimedio ricostituente e preventivo.
Stimola l’appetito, utile nelle convalescenze, nell’anemia, nelle emorragie e nell’osteoporosi
Previene il colesterolo alto, sembra abbia effetti protettivi verso le malattie degenerative, rinforza unghie e capelli.
La pianta è ricca di clorofilla, aiuta quindi nell’anemia, nelle emorragie, nella gastrite, nell’ulcera, nei problemi di colon e nell’alitosi.
È eupeptica ovvero favorisce la digestione, disintossicante e depurativa.
Controindicazioni: non è da assumere in concomitanza con una terapia ormonale, far attenzione per la presenza di cumarine e vitamina K, se si assumono farmaci anticoagulanti, sconsigliata in gravidanza e allattamento, sconsigliata a chi è affetto da lupus eritematoso sistemico. Somministrare con cautela ai diabetici.

Momento culturale….il Black Mamba

Il Black Mamba (Dendroaspis polylepis) è il più grande serpente velenoso africano con una lunghezza di circa 2.5 metri, ma può arrivare fino a 4.5 metri. Il suo nome deriva dal colore nero presente all’interno della bocca del serpente, mentre il colore della pelle varia da un giallo-verde a un grigio metallico. È uno dei serpenti più veloci al mondo, capace di muoversi fino ad una velocità di 16-20 km/h. Vive in Africa.
Il black mamba è un serpente territoriale; di norma, in presenza di pericoli preferisce fuggire, tuttavia se messo alle strette può cambiare radicalmente il suo atteggiamento, mostrandosi molto aggressivo. Quando assume questo comportamento il mamba tenta di alzare la testa quanto più è possibile, si inarca all’indietro e avanza rapidamente, apre la bocca, facendo vedere il nero al suo interno, e inizia a sibilare aggressivamente. Quando le vittime sono piccole prede il black mamba le morde una sola volta aspettando che le neurotossine presenti nel suo veleno le paralizzino.Il black mamba ha un veleno estremamente potente. Le ghiandole ne contengono una quantità che va dai 50 ai 120 mg, per un uomo adulto sono fatali 15-20 mg con una mortalità pari al 100% se non si interviene subito con un antidoto. La morte arriva per paralisi cardiocircolatoria o asfissia. Nonostante esistano veleni di serpenti molto più tossici per grammo, per la quantità iniettata, la velocità e l’aggressività, il black mamba è considerato il serpente più pericoloso al mondo. Il morso del black mamba può uccidere una persona in poche ore; fattori come l’età, la costituzione fisica e lo stato di salute della vittima potrebbero compromettere ulteriormente la riabilitazione. Altri fattori sono la penetrazione di una o di entrambe le zanne, la quantità di veleno iniettato, l’ubicazione del morso.La ghiandola velenifera contenente la riserva di veleno giace ai lati del capo e si estende dai fasci nervosi della bocca sino ai denti veleniferi.

Bonsai

La parola significa " pianta nel vaso ", esso è il risultato di secoli di tradizione prima cinese, e in seguito giapponese. Il bonsai è nato grazie alle carovane di mercanti cinesi, che portavano assieme a loro erbe ed essenze in vaso. Accortisi che le piante col tempo diventavano affascinanti ed evocative, essi hanno reso il bonsai una disciplina estetica e filosofica affinandone col tempo le tecniche al fine di ottenere piccoli alberi che evocassero la forza della natura e lo scorrere del tempo. Il bonsai è dunque molto di più che un albero in miniatura, esso esprime assieme lo sforzo della natura e quello dell’uomo per raggiungere la pace e l’armonia. E’ innegabile che anche a chi vede per la prima volta un bonsai, esso susciti immediatamentetali sensazioni… possenza …e inesorabile scorrere del tempo.